Manifestazione in memoria di Giovanni Falcone

Il 23 Maggio a Galatina presso il Palazzo Alighieri alle ore 11 si terrà la Manifestazione in Memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Di Cillo, Vito Schifani, in occasione del 22°anniversario della strage di Capaci.

A Palermo ci sono Uomini che, con ruoli diversi, stanno svolgendo coraggiosamente il loro compito a servizio dell’intero Paese. C’è un pool che si occupa del processo sulla trattativa stato-mafia che vuole fare luce sugli artefici di quella nefasta trattativa che fu  causa delle stragi di cui da ben 22 anni vengono portate corone di stato sulle tombe degli eroi.

Per questo, saremo onorati anche quest’anno- dichiara Anita Rossetti- di una telefonata  del Dott. Nino Di Matteo, il PM del pool di Palermo, che continua a cercare la verità  malgrado le numerose lettere di minaccia e gli ordini di morte lanciati dallo stesso Riina e malgrado gli innumerevoli tentativi di sottrargli il processo e le indagini.

 

Avremo anche modo di sentire la voce del suo Caposcorta, il Mar. dei CC Saverio Masi che è anche un prezioso Testimone del processo. Lui è stato il primo Carabiniere a denunciare i suoi superiori di averlo ostacolato nelle indagini che gli avrebbero fatto arrestare Matteo Messina denaro e, prima ancora, Provenzano.  Avrebbe potuto evitare questa coraggiosa scelta e chissà, magari avrebbe fatto carriera invece di essere mandato via dal reparto investigativo in cui aveva prestato Eccellente servizio. 

 

 Inoltre ci collegheremo con Massimo Ciancimino,  il Testimone chiave che, con le sue dichiarazioni, ha permesso si avviasse il processo sulla trattativa stato-mafia, malgrado significasse anche autoaccusarsi di reati che altrimenti nessuno gli avrebbe mai potuto contestare.

 

 Desideriamo coinvolgere  gli studenti perché, come diceva  Antonino Caponnetto, colui che considerava Giovanni e Paolo come suoi figli, “la mafia teme la scuola più della giustizia. L’istruzione taglia l’erba sotto i piedi della cultura mafiosa” e citando il fratello di Giovanni, Paolo Borsellino, “La lotta alla mafia deve essere un movimento culturale e morale che coinvolga tutti, specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità, quindi complicità”.

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