Il canto dalla finestra

Ho pensato per diversi anni che la felicità volesse significare amici, divertimento e rock’n’roll.

Da quando vivo nella capitale d’Italia mi sono resa conto che gli amici (veri) sono la metà della metà di quelli che ritenevo tali, il divertimento ha un significato effimero e labile che con il passare dei tempi si snocciola e si dissolve, e per quanto riguarda il rock’n’roll..beh, diciamo che sono passata alla musica dei mitici anni di piombo.

Tutta questa premessa per dire che, le situazioni mutano e con loro, cambiamo anche noi; i luoghi cambiano, perché evidentemente hai messo il tuo culo fuori dal tuo paese e per di più la distanza- indice di misurazione per ogni stato d’animo- ha portato in te dei profondi cambiamenti che non avresti mai e poi immaginato.

Il mio blog è la finestra che mi permette di affacciarmi e comunicare con il globo, io ne faccio l’uso che desidero, per condividere ciò che voglio e come ritengo meglio opportuno, uso le parole che son l’unica cosa che mi rappresenta davvero..già, le parole- che magnifica scoperta!

Con l’uso delle parole trasformo il mio stato d’animo in una forma d’espressione e ciò che voglio dire e che mi sento di dire a chiunque vive da solo, a chiunque soffre di solitudine o a chiunque antepone determinate scelte ad altre, non smettete di farlo, non smettete di rincorrere i vostri sogni solo per degli ostacoli, non smettete di rincorrere un obiettivo solo perché altre cento persone vi hanno detto di non farlo, NON fatelo, non fatelo MAI perché se ne vale la pena, se il vostro talento è all’altezza, statene certi che col tempo i risultati arriveranno, le risposte busseranno alla vostra aperta e la vostra attesa, fatica, solitudine, weekend a casa, vi ripagherà di TUTTO.

Seguite il mio consiglio, NON DEMORDETE e se così farete, ne riparleremo qui tra qualche anno.

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IMPROVVISAMENTE

La solitudine è quel pugno nello stomaco

che ti colpisce all’improvviso.

Non ha colore

Non ha odore

Ma è una vibrazione.

Ti tocca nell’immediato

Ti chiedi cosa è stato

Rimanendo senza fiato.

Ti plachi all’improvviso,

Rispondi con un sorriso 

Piegandoti al Destino.

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Ventidue, i miei anni.

Ed eccomi qui, è il mio 22esimo compleanno e si aggiunge così un nuovo anno al mio curriculum vitae, un anno in più alla mia vita reale, terrena e concreta.

Il primo compleanno fuori casa, lontana dalla mia terra natale che tanto ho odiato negli anni della mia adolescenza ma che tanto mi ha insegnato negli stessi anni più confusi.

Il numero 22 ha molti riferimenti alla tradizione biblica, possiamo ritrovare il numero 22 nelle lettere dell’alfabeto ebraico. Ventidue sarebbero, secondo la tradizione ebraica, i libri del Vecchio Testamento; come 22 sono gli elementi che l’onnipotente creò durante i 6 giorni della creazione. 6 come il giorno in cui sono nata io.

I numeri sono indicatori di vita, ti danno dei segnali nel corso della tua quotidianità, se poni attenzione puoi captarli, altrimenti se pensi che il tuo destino non è deciso da forze maggiori, tira avanti e non interpretare nulla. Io, però, interpreto tutto e spero che il 22 mi porti fortuna.

Non farò la lista dei buoni proposti, si sa come vanno queste cose, le segui per qualche giorno, come le diete, poi rinunci e abbandoni ciò che ti eri prefissato in modo blando. Questo post è nato per la mia voglia di scrivere, il mio desiderio di comunicare, di aprirmi al mondo che, spero, un giorno possa conoscermi per qualcosa di buono.

Come in ogni confessione, una parte principale è occupata dai ringraziamenti che, per un motivo o un altro, sono i miei preferiti, perché? Perché voglio ricordare alla persona che mi ha permesso di arrivare fino a questo punto, l’importanza ed il valore dei suoi sacrifici.

Mia madre è una donna straordinaria, m’ha cresciuta ricoprendo due ruoli fondamentali per la vita di ogni bambino, m’ha sostenuta nei momenti più bui, ha saputo ascoltarmi, criticarmi, attaccarmi e coccolarmi, seppur in momenti rari ma fondamentali. Tre righe sono veramente riduttive per descrivere il mio MODELLO DI VITA ma spero un giorno di poter ringraziare il mio eroe in modo concreto, per tutto ciò che lei mi ha concesso, privando la sua vita per anni per poter donare a me qualcosa in più.

Prima passavo molto tempo a fissare il cielo, soprattutto quando andavo all’estero, tutte le ore in aereo le occupavo fissando le nuvole, senza mai abbassare la vista, sono sempre stata fiduciosa all’idea di intravedere qualcuno, lo so che il cristianesimo non crede che questo sia possibile ma io c’ho creduto per molto tempo; ora negli ultimi tempi ho smesso di farlo, la speranza ha lasciato il posto alla rassegnazione. La rassegnazione che mi fa capire che il mio Sebastiano non tornerà mai più; la rassegnazione che mi fa capire il vuoto che ha lasciato mio nonno Gino in me; la stessa rassegnazione che mi induce a riflettere e a pormi il quesito: “come sarebbe stata la mia vita se mio padre fosse stato qui?”

Se si chiama RASSEGNAZIONE, un motivo ci sarà ed io non me la sento, stranamente, di metterla in discussione.

Non voglio chiudere questo post con tristezza e malinconica, no… non è questo il mio intento, infatti per ultimi, ma non meno importanti, voglio ringraziare tutte le persone che giorno per giorno mi sostengono, coloro che mi leggono, coloro che mi contattano, coloro che mi criticano e soprattutto coloro che diffidano da me, per paura o competizione. Vi dico una cosa: fate bene, temetemi, perché so che il mio sorriso vi ammazza ed io dal vostro odio ho solo da imparare e rinasco ogni giorno come una fenice dalle proprie ceneri.

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Se Satana esiste..

Mi sono spesso chiesta se Satana esiste, se ha una personificazione o è solo qualcosa di immaginario, ho voluto cercare qualche risposta nelle sacre scritture:

Il diavolo cercò di sedurre Gesù con tre tentazioni quando questi era all’inizio del suo ministero. Per prima cosa fece pressione su di lui perchè placasse la fame usando in modo egoistico il potere datogli da Dio. Poi lo sfidò a rischiare inutilmente la vita, cosa che avrebbe messo Gesù al centro dell’attenzione. Infine gli offrì tutti i regni del mondo in cambio di un piccolo atto di adorazione. Gesù respinse seccamente tutti e tre quegli astuti attacchi citando ogni volta le Scritture (Matteo 4:1-11; Luca 4:1-13).

Con chi stava parlando Gesù? Le Scritture dicono che Gesù fu provato da ogni aspetto come noi, ma senza peccato (Ebrei 4:15). E aggiungono anche che “non commise peccato, nè fu provato inganno nella sua bocca” (1 Pietro 2:22). Gesù rimase perfetto mantenendo sempre la sua integrità. Non permise mai che nessuna caratteristica malvagia si sviluppasse in lui, è chiaro che Gesù non stava parlando con un’ipotetica parte cattiva di sé, ma con una persona vera e propria.

Questa stessa conversazione fornisce ulteriori prove del fatto che Satana è una persona reale.

  • è degno di nota che il Diavolo offrì a Gesù il governo dell’intera terra in cambio di un atto di adorazione (Matteo 4:8, 9). Ma quest’offerta non avrebbe avuto senso se Satana non fosse stato reale. Per di più, Gesù non mise in dubbio che Satana avesse quell’enorme autorità.
  • “Dopo che Gesù ebbe respinto le tentazioni, il Diavolo si ritirò da lui fino ad altro tempo conveniente” (Luca 4:13). Nella situazione appena descritta, Satana assomiglia più a una rappresentazione del male oppure a un nemico risoluto e ostinato?
  • Inoltre, secondo il racconto, “vennero degli angeli” a servire Gesù (Matteo 4:11). Questi angeli erano vere e proprie persone spirituali che offrirono a Gesù incoraggiamento e assistenza pratica. Perchè quindi nel caso di Satana dovremmo pensare che non si trattasse di una reale creatura spirituale?

voi cosa ne pensate?

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La doppia spunta blu ingoia il nostro tempo (utile?)

La doppia spunta di qua, la doppia spunta di là: ma sul serio la nostra vita si è ridotta ad un ridicolo click in meno o in più?

Molti dei portali web non parlano di altro: “come evitare la doppia spunta blu” oppure “molti matrimoni terminano a causa della spunta blu- ecco cosa ne pensa un avvocato” e di seguito “doppia spunta blu: forse diventerà facoltativa” e via discorrendo.

Mi stavo giusto domandando se la qualità della nostra vita è migliorata o peggiorata con l’ausilio di applicazioni e tecnologie d’ultima generazione perché l’impressione che tratto è quella di una società grigia, dove tutti si muovono costantemente con uno smartphone in mano e che faticano a dirsi le cose in modalità face-to-face. Ma sul serio siamo diventati così robotici? Ma da quando? E perché lasciamo che tutto questo accada?

A prescindere da spunta blu o no, se qualcuno non vuole risponderci, non lo fa punto e basta, quindi a noi cosa cambia? Non sapremmo allo stesso modo che l’utente non ci sta considerando? Quindi la spunta serve solo come conferma, come per dire” Ho letto il tuo messaggio, so che tu lo sai (ormai) ma non ho intenzione di risponderti ugualmente….quindi….c’est la vie“ e tutto questo non vi appare triste? Non sarebbe più facile comporre il numero della persona desiderata e parlare? In questo modo eviteremmo attese (che a volte logorano), incomprensioni (che accadono sempre a ‘causa’ del messaggio) e poi, anche se in modo elettronico, potremmo comunicare del “calore umano”.

Mi piacerebbe appendere cartelli o realizzare delle t-shirt con la scritta:

A.A.A. CERCASI CORAGGIO, SMARRITO NON SO DOVE. SE QUALCUNO LO TROVA MI CONTATTI AL…..

Questo post ha molto il sapore di SFOGO e la scrittura nella maggior parte dei casi serve anche a questo, come se fosse una valvola, in realtà questo post vuole inviare un messaggio a tutti coloro che lo leggono, vi vorrei chiedere se non vi accorgete che la vita sfugge di mano costantemente soprattutto perché perdiamo tempo con questi strumenti che, se non trattati con cura, potrebbero portarci in un abisso, un buco nero dove la tecnologia ingoia il nostro TEMPO UTILE con avidità, quindi se per caso ti sei fermato a leggere queste poche battute, fermati anche a riflettere per un minuto circa l’uso che ne fai proprio tu, nella tua quotidianità di questa ‘fantastica innovazione tecnologica’.

Rifletto perché ti denudi

Oggi vorrei porre sotto la vostra vigile attenzione un articolo che ha suscitato nella sottoscritta un-non-so-che di disprezzo e vergogna.

Su questo portale online è possibile trovare l’articolo in questione:

http://www.leggo.it/NEWS/ROMA/ragazza_si_spoglia_roma_centro_editore_foto/notizie/936123.shtml

Però vi segnalo anche altri link, per essere corretta:

http://247.libero.it/focus/30481844/1/ragazza-si-spoglia-in-pieno-centro-a-roma-nuda-perch-cerca-un-editore-guarda/

ed anche qui

http://www.cinquequotidiano.it/cronaca/centro/2014/10/03/roma-si-spoglia-far-pubblicare-il-libro-allontanata/#.VC6xvSl_vl0

Dunque questa ‘donna’ si spoglia in pieno centro a Roma poichè non trova un editore disposto a pubblicare il suo libro, di conseguenza cerca e ricerca un metodo per attrarre l’attenzione ed arriva alla splendida idea di COMPARIRE IN REGGISENO E MUTANDE in pieno centro romano.

Dapprima ho pensato “questa è cogliona proprio!” poi però dopo un paio minuti di riflessione ho dedotto che non solo è cogliona ma ha anche poca dignità e sopratutto la mia domanda sorge spontanea: “Se non trovi un editore disposto a pubblicare il tuo libro, probabilmente il tuo lavoro non è degno di stampa o no!?”.

Sì, sì…qualche esperto o pseudo mi potrebbe dire: “Eleonora il mondo della stampa è in crisi, l’editoria sta cercando nuove forme di marketing, molte persone scrivono storie e allora bisogna selezionare, selezionare e ancora selezionare il migliore romanzo fra tutti”!

Ok, sono d’accordo con questa visione del problema però quì il punto è un altro: “Una persona perchè arriva a spogliarsi in pubblico? Cosa scatta nella sua mente? Se ha un ragazzo, lui che cosa ne pensa? Tu, donna che ti spogli senza molti problemi, pensi di essere più interessante dopo quest’uscita?”.

Non so se son troppo selettiva io, oppure c’è qualcun altro che ha lo stesso parere?

Esprimiamoci

Esprimetevi.

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DISTANCE AND LOVE: ON/OFF

Credo che a volte l’amore sia un sentimento a comando: ci vediamo, stiamo insieme, stiamo relativamente bene e ci vediamo domani.

Vivi la giornata sapendo che la sera vedrai quella persona, sei parzialmente consapevole che la serata passerà come tutte le altre e questa successione di azioni giornaliere che matematicamente ogni sera fanno suonare quel “rintocco di ruotine” prendono il nome di ABITUDINE.

Ecco una definizione più oggettiva:

“L’abitudine (dal latino habitudo, habitudinis, struttura fisica o morale) è la disposizione o attitudine acquisita mediante un’esperienza ripetuta, questa disposizione è insita nel comportamento degli esseri umani e degli animali”.

È come se l’amore delle volte funzionasse come un pulsante on/off: ci vediamo siamo ON, non ci vediamo siamo OFF, invece non è così perché se tu in cuor tuo decidi di rimanere in una relazione mantenendo una storia d’amore vera, quel pulsante deve essere perennemente alzato, deve vedere la luce, DEVE ESSERE ON.

L’amore è un continuo corteggiarsi, stuzzicarsi, ricordarsi e se le piccolezze vengono a mancare il pulsante sarà nuovamente in OFF, sarebbe un peccato qualora la storia amorosa fosse una relazione valida mentre potrebbe essere un tocco sano se vi state trascinando dietro una storia di merda.

Voi vi chiederete: CHE CAZZO C’ENTRA QUESTO POST?

Bene, la vostra domanda è lecita e, ringraziando Dio o Allah, la curiosità è ancora legale per cui , in questo post, volevo ricordare ai miei lettori di non trascurare l’amore, le vostre storie, le vostre relazioni perché l’amore è il SENTIMENTO CHE MUOVE LA VOSTRA MENTE e quindi l’intero mondo e non è necessario piegarsi al partner per vivere felici, basta solo trovare un incrocio comune seppur con linee di pensiero totalmente contrastanti.

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Vuoi aiutare un cane? VEDITELA DA SOLO.

Oggi vi racconterò una storia, non di fantasia o una storia qualsiasi, ma un fatto realmente accaduto alla sottoscritta ieri pomeriggio 19 Settembre 2014 con una breve conclusione accaduta oggi 20 Settembre 2014.

Ieri alle ore 16.30 passeggiavo per le campagne Salentine, ero in feudo Scorranese, al che, volto lo sguardo alla mia sinistra e noto due cani, legati entrambi a due catene, di dimensioni differenti con adiacente una cuccia fatta in legno. Uno di questi cani, quello con la catena più corta, era palesemente mal nutrito, aveva un brutto aspetto ed era impossibile avvicinarsi per una carezza o per capire il suo stato di salute, per via dell’aggressività dimostrata; al che fotografo la situazione (col mio iphone, con poca luce) e mi dirigo alle autorità, a parer mio competenti: i Carabinieri.

Suono,entro in caserma, l’uomo in divisa (alla portineria) mi chiede di cosa ho bisogno, spiego il fatto, mostro una foto e con tutta gentilezza mi risponde:

“Signorina Marsella io non posso farle nulla, deve rivolgersi ai vigili che a loro volta la metteranno in contatto con l’ASL VETERINARIA”.

“D’accordo, la ringrazio per il momento anche se non sono fiduciosa e sento che questa storia non si chiuderà bene”.

Ok, vado ai vigili, scendo, parlo, spiego e l’uomo mi risponde:

“Va chiamata l’ASL VETERINARIA, le dò il numero”-

Chiamo davanti a lui, ascolta la conversazione ( lui testimone) e l’asl mi risponde che:

“Non è di nostra competenza, è una proprietà privata, non si può fare nulla”

“Io le sto dicendo che, ci sono due cani attaccati ad una catena, uno di loro è in pessimo stato, le sto segnalando la zona ( anche vicina a lei trall’altro) e mi risponde che non è vostra competenza? Ok” Chiudo la conversazione.

Il vigile mi guarda, stordito e mi passa l’indirizzo dell’ASL veterinaria, al quale, secondo lui, dovrei fare una segnalazione scritta, perdendo anche il tempo di scrivere, inviare a livello cartaceo, con tutti i tempi che ne concernano ad attendere una risposta?

Non contenta, mi attacco al telefono e chiamo:

CARABINIERI, GUARDIE ZOOFOLIE, GUARDIA FORESTALE, OIPA, ENPI. Senza ricevere risposte interessanti anzi, qualche ente mi ha addirittura risposto che per due cani…non si muovono!

Questa mattina mi reco dai cani, con macchinetta e acqua, osservo, faccio delle foto, mi decido ad entrare nella PROPRIETà PRIVATA, mi rendo conto che ci sono diverse persone che lavorano in questo stabile, mi presento e pongo delle domande sulla salute del cane che è messo peggio, mi rispondono che è malato di leishmaniosi, si trova in uno stadio terminale e non si può fare molto. Mi avvicino e capisco che il cane sta seriamente male, è vero che è malato e probabilmente non c’è nulla da fare. (Ricordiamo che per curare questa malattia, oltre ad essere fortunati su una questione di tempi, bisogna anche avere le possibilità economiche di curarlo).

Ora, dopo aver raccontato l’accaduto mi chiedo:

E SE IL CANE NON FOSSE STATO MALATO, MA AVESSE AVUTO SERIAMENTE PROBLEMI PER VIA DELLE CATENE, NUTRIZIONE ED IGIENE, PERCHè LE AUTORITà COMPETENTI NON INTERVENGONO INVECE DI PASSARSI LA PATATA BOLLENTE COME SE TUTTO CIò FOSSE UN GIOCO?

DENUNCIAMO, PARLIAMO, CONDIVIDIAMO. NON CI NASCONDIAMO.

Invito chiunque di voi a non DEMORDERE MAI, a non passare la patata bollente, solo perchè si tratta di UN CANE, come sempre, SE NON CI SCAPPA IL MORTO, NESSUNO SI MUOVE.

Mi scuso se nel mio articolo troverete errori di ortografia o altro, ma è un post dettato da rabbia e delusione.

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Il mio posto nel mondo..

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Ho voluto iniziare questo post con una foto perché sarà la protagonista indiscussa di questa conversazione, rappresenta il filo conduttore per partire da un pensiero ed arrivare ad una conclusione più o meno lineare.

Il posto in foto è il luogo in cui mi sono sempre seduta a fumare una sigaretta, a volte per cercare l’ispirazione, a volte per scrivere all’aria senza l’afa terribile delle giornate in estate; ho sempre passeggiato lungo il viale parlando al telefono,a volte litigando con qualcuno, a volte accettando proposte di collaborazione che, quasi come sempre, svanivano perché nessuno è mai disposto a pagare per un lavoro, qualsiasi esso sia; per cui questo posto: terra, piante, insetti, spezie ed alberi ha sempre avuto un posto nel mio cuore, oltre ovviamente ad esserci fisicamente.

Lascio la mia terra, lascio il mio giardino, la mia casa, la mia famiglia, la mia vita “Magliese”, per cercare nuovi orizzonti, nuovi posti, nuovi parchi, nuovi studi, nuovi interessi, nuovi stimoli, nuove amicizie….nuove, nuovi, nuovo…..INSOMMA LA NUOVA VITA CHE è AL DI Là DELLA NOSTRA TERRA NATIA.

E voi mi chiederete: ed avevi bisogno di un post sul tuo blog per dirci che vai via?

La risposta è NO, non scrivo per gli altri, scrivo per me stessa e solo trasformando i pensieri in parole, riesco a concretizzare il fatto che una nuova vita mi attende, al di là di questi pochi giorni.

La scrittura mi ricorda che esisto.

La scrittura mi ricorda che faccio vivere agli altri, ciò che vivo io.

La scrittura mi fa capire che, anche se cambio il luogo (il giardino), riuscirò sempre a trovare un posto sicuro nel mondo….proprio perché risiede nelle mie PAROLE e nell’arte di Narrare.

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