Perché si rutta?

Spesso mi sono chiesta da dove nasce l’esigenza di ruttare o eruttare e cercando nel web, fuoriescono tante notizie interessanti!
Ogni volta che mangiamo o beviamo qualcosa, insieme al cibo ingeriamo anche piccole quantità di aria che, dallo stomaco, viene espulsa tramite l’”eruttare”. Le bibite gassate contengono consistenti quantità di aria che gonfiano lo stomaco (le “bollicine che pizzicano la lingua sono bolle di gas”). Il nostro stomaco deve espellere i gas ingeriti, quindi ruttare è una funzione fisiologica indispensabile per la nostra salute. Anche quelli che dicono che loro i rutti non li fanno, in realtà ruttano, ma in maniera discreta, per esempio a bocca chiusa.
In Italia e generalmente nei paesi occidentali il rutto rumoroso è considerato antipatico, a livello sociale. In altri paesi però, come in quelli arabi, indica appagamento dopo un pasto soddisfacente.

Rimedi casalinghi per l’eruttazione
Una varietà di rimedi tradizionali, sono stati in passato, così come ancora oggi sfruttati per prevenire o cercare di curare frequenti eruttazioni.
Il tè alla menta può essere molto efficace per la prevenzione del problema, allo stesso modo di molti altri tè a base di erbe. Lampone, mora e camomilla, sono noti per la stessa capacità e sono utilizzati come coadiuvanti della digestione.
Altra possibile soluzione è quella di prendere mezzo cucchiaio di bicarbonato di sodio, mescolato in un bicchiere d’acqua. Tale composto funge da antiacido; calma lo stomaco e neutralizza la sua acidità, oltre ciò può essere un buon modo per prevenire il reflusso acido ed in conseguenza l’eruttazione.
Un rimedio utilizzato sin dai tempi antichi, per prevenire l’eruttazione è l’uso di assafetida. Si tratta di un’erba pungente che di solito è caratterizzata da un odore ripugnante. È possibile però godere delle sue buone proprietà, aggiungendola a qualsiasi tipo di pietanza. L’assafetida può anche essere cotta in olio per la creazione di un sapore non molto diverso da quello dell’aglio o della cipolla salati.
L’aglio ed i chiodi di garofano, possono essere mangiati sia prima che dopo i pasti, al fine di ottenere lo stesso risultato di prevenzione. L’aglio, dato il suo sapore molto forte, è possibile che venga aggiunto ai cibi o aggiunto in una zuppa, mangiata come primo piatto del pasto. Altra possibile opzione è lo zenzero: è possibile consumarlo sotto forma di tè, bevuto dopo i pasti. Tè allo zenzero ed altre tisane possono per di più essere utili per calmare la digestione. Una buona abitudine, è quella di sostituire il caffè dopo cena, con una tisana o un tè.
Altra ricetta utile è creata dall’unione di due cucchiaini di succo di limone, insieme ad una piccola quantità di aceto di mele. La miscela deve essere assunta prima di un pasto, in modo da evitare l’eruttazione e l’eccesso di acidi prodotti dallo stomaco.
Colmata la vostra curiosità?:)

Annunci

Il Bondage

Leggendo un ebook di Samuel D.(questo e’ il suo pseudonimo) mi e’ venuta la curiosità di capire cos e’ il Bondage e perché viene praticato,ma sopratutto da chi,perciò ecco a voi cosa ne e’ uscito fuori da varie info nel web!
Il bondage (parola inglese per schiavitù) è un insieme di pratiche sessuali e/o voyeuristiche basate su costrizioni fisiche realizzate con legature, corsetti, cappucci, bavagli, o più in generale sull’impedimento consenziente della libertà fisica, del movimento, di vedere, di parlare, di sentire.
Partendo dal light bondage, ovvero la legatura solo delle mani e/o dei piedi, si arriva a forme di annodamento complete, in cui si impedisce ogni movimento (mummification) alla persona legata e sottomessa (in gergo sub), o addirittura ogni contatto col terreno (suspension).
Alcune forme di bondage sono apprezzate come espressione artistica in fotografia e in pittura, soprattutto in Giappone.
Le principali tecniche di bondage possono essere raggruppate in sei diverse categorie:
costrizione di parti del corpo, raggruppate o ristrette fra di loro
separazione o divaricazione di parti del corpo
collegamento di parti del corpo a oggetti esterni, muri o sostegni
sospensione del corpo a soffitti o sostegni
restrizione o modificazione forzata dei normali movimenti del corpo
immobilizzazione completa del corpo (mummificazione), fino alla vera e propria deprivazione sensoriale.
Ognuna di queste categorie prevede numerosissime varianti al suo interno, sia a causa della varietà degli strumenti utilizzati (dal bondage verbale, che consiste nel mero ordine da eseguire, fino all’uso di corde, catene, manette, ganci, camicie di forza e altro ancora), sia a causa delle modalità secondo cui questi strumenti sono disposti e adoperati.
La pratica del bondage può comportare rischi anche gravi per la salute e l’incolumità delle persone, soprattutto se è intrapresa senza una sufficiente conoscenza ed esperienza delle sue tecniche e/o non vengono osservate alcune regole di base.
Il bondage non deve essere praticato quando:
non si conosce bene il partner e/o non si nutre completa fiducia in lui/lei;
si conosce il bondage, ma non si è pienamente convinti di volerlo praticare;
non si conosce sufficientemente il bondage e quindi non si può essere realmente consenzienti alla sua pratica;
non si è preparati o non si ha una sufficiente padronanza della tecnica di bondage che si vuole sperimentare;
condizioni fisiche o psicologiche sconsigliano la pratica del bondage;
il bondage non è una pratica da cui tutti i partecipanti traggano piacere;
si è stanchi o sotto l’influsso di droghe o alcool.
Nel bondage la consensualità è essenziale anche per salvaguardare la sicurezza del sub. Inoltre non bisogna lasciare mai da sola una persona sottoposta a bondage: la persona che lega ha la responsabilità di preoccuparsi costantemente delle condizioni di salute e psicologiche della persona legata.
Il bondage è una pratica che richiede un certo grado di abilità e con cui bisogna già avere una certa dimestichezza. Tra le precauzioni da osservare:
la parte anteriore del collo non deve mai essere sottoposta a compressioni di nessun genere;
le corde possono impedire al sangue di fluire correttamente. Sebbene alcune pratiche di bondage si basino sulla costrizione della circolazione sanguigna (per esempio, per rendere doloroso e sensibile il seno femminile), bisogna sempre controllare e rimuovere le corde non appena gli arti iniziano a sembrare violacei.
le corde possono essere posizionate in maniera tale da irritare e infiammare le terminazioni nervose, causando dolori e insensibilità degli arti che possono durare anche a lungo o diventare, in casi limite, permanenti.
quando si usano le corde, bisogna fare attenzione a dove sono posti i nodi. Una caduta accidentale su un nodo posto su una terminazione nervosa o su la spina dorsale, potrebbe causare danni permanenti anche gravi.
bisogna porsi dei precisi limiti di tempo: in genere, non più di mezz’ora o un’ora, a seconda delle condizioni fisiche e di salute.
Tra le pratiche di bondage viene spesso incluso anche il breath control, o controllo del respiro, pratica decisamente estrema e pericolosa, che può provocare danni cerebrali se usata senza cognizione di causa e, in casi limite, anche la morte. In generale è importante usare con coscienza i bavagli: essi possono portare a un affaticamento del respiro con gravi conseguenze.
La domanda che mi pongo e’: come fanno le persone a divertirsi con queste tecniche,ma sopratutto ad eccitarsi tramite il dolore? È chiaro che il mondo e’ costituito da una vasta gamma di persone…però….che stranezze! Immagine

Il Freeganismo

Ancora una volta,curiosando sui canali SKY,ho scoperto di un nuovo(o per lo meno per me), movimento ecosolidale dal nome freeganismo.
Il Freeganismo è uno stile di vita anticonsumista dove le persone utilizzano strategie di vita alternative basate sulla partecipazione, limitata nell’economia convenzionale, e sul minimo consumo di risorse.
I freegani,coloro che hanno scelto questa tipologia di vita, abbracciano la comunità, la generosità, il problema sociale, la libertà, la cooperazione, e la condivisione rispetto a una società basata sul materialismo, l’apatia morale, la competizione, la conformità e l’avidità.
Questo stile di vita consiste nel recuperare gli scarti, soprattutto nel prendere il cibo in scadenza dai supermercati, i quali lo butterebbero senza averlo venduto.
Tutte queste esperienze positive sono state rafforzate dalla Legge 25 giugno 2003, n. 155, in materia di Disciplina della distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale, per la ridistribuzione degli avanzi delle mense scolastiche e aziendali e dei supermercati, ossia di tutti quei prodotti vicini alla scadenza ma ancora commestibili. Le associazioni di ridistribuzione vengono equiparate a consumatori finali.
Si cibano,essenzialmente,di frutti,poca verdura,anche se può sembrare strano:condividono tutto con il mondo naturale,in una foresta o bosco,mangiano insieme la frutta,condividendola anche con bocche differenti,difatti,e’ chiaro che,bisogna avere un legame stretto e intimo con la stessa persona.
La gente penserebbe che è maleducazione,se non civilmente contestabile,la questione della “ricerca nella spazzatura” in diverse zone della città,ma i freegani,non sono di quest’avviso anzi,si dichiarano convinti delle loro attenzioni anche se,sono ancora in pochi a condividere questo stile di vita perciò non è possibile costituire una comunità vera e propria.

Il Surrogato Sessuale

Chi è il Surrogato sessuale? Che funziona svolge e che problemi risolve?
Questa curiosità,mi è venuta,ancora una volta,guardando programmi su SKY.
Il surrogato sessuale,svolge il ruolo di psicologo circa problemi legati alla sessualità,ogni persona fa in media 12 sedute da 240€,circa,ognuna. Durante le prime sedute,ovviamente,non ce la pratica sessuale,poiché l’atto sessuale e’ visto come un traguardo,un trofeo da raggiungere e meritarsi.
Nei primi incontri, si parla con il “surrogato sessuale” circa i propri problemi come impotenza,durata,ansia da prestazione,eiaculazione precoce o qualsiasi sia l’origine dei problemi,quando lo psicologo si rende conto che ll proprio cliente-paziente sta affrontando nel giusto modo la propria situazione,lo porta in una stanza adiacente e li si svolge l’atto sessuale tra psicologo e paziente.
Chiaramente diverse tipologie di psicologi non si accostano a questa tipologia di azioni,in quanto,e’ un grave “reato” avere rapporti intimi con i propri pazienti, ma è anche chiaro dire che questo tipo di attività e’ differente rispetto a tutte le altre.

Ecco i disturbi che la terapia dei surrogati sessuali dovrebbe poter risolvere:
l’ansia da sesso, che include: l’ansia da prestazione, l’ansia da perdita di verginità (retaggio di tanti taboo culturali), l’ansia da preliminari, e chi più ne ha più ne metta
eiaculazione precoce;
disfunzioni erettili;
inibizione del desiderio, e qui sono propensa a credere che la terapia dei surrogati possa funzionare egregiamente, perchè in questi casi di solito il problema è semplicemente partner;
incapacità di raggiungere l’orgasmo;
problemi con la penetrazione;
problemi derivanti da esperienze post-traumatiche;
problemi con il proprio corpo e la sua immagine;
problemi di orientamento sessuale: se desideriamo tanto la nostra amica, sarà perchè abbiamo un ragazzo con quoziente intellettivo/sessuale pari a zero, oppure è perchè siamo lesbiche? La terapia dei surrogati anche qui potrebbe rivelarsi utile.

Spero di aver spiegato per bene a voi,ciò che ho appreso navigando su internet e su SKY.
Per qualsiasi dubbio,commento,critico o riflessione,non esitate a contattarmi.(mi trovate anche su Twitter EMarsella)