A tu per tu con il Laboratorio LINFA

Si parla spesso di sprechi, rifiuti, differenziata, intossicazioni dovute alle plastiche di vario genere e così via, però si parla sempre molto poco del riciclo; perciò oggi ho deciso di presentarvi una realtà italiana molto interessante: il Laboratorio LINFA.

Laboratorio Linfa è un gruppo informale di liberi professionisti con differenti specializzazioni che si impegnano per la proposizione e la progettazione di sistemi per lo sviluppo sostenibile.

Le iniziative promosse abbracciano la tematica ambientale a 360 gradi, entrando nel merito di settori che vanno dal design all’educazione, dalla comunicazione alla tutela e alla conservazione della natura.

Come nasce il progetto? 

“Il laboratorio- dichiara Andrea Vitti– è nato nel 2008 sulla terrazza di una casetta del Salento grazie al lavoro dei ragazzi Luigi Cuppone, Raul Sciurpa, Gianmarco Vitti e Andrea Vitti: sedie, tavoli, librerie, guardaroba e altri accessori per la casa realizzate esclusivamente con legno riciclato tramite le abilità dell’artigianato, un lavoro di falegnameria che oggi purtroppo viene svolto raramente. Noi ragazzi non tagliamo un singolo albero poiché recuperiamo il legno ed il materiale necessario dalle aziende che si occupano dei rifiuti, dal Comune, direttamente dalla strada, o persino dal mare.

Diventiamo così “sostenitori urbani”.

L’impegno del Laboratorio è diviso per aree tematiche:

Eco-design- 

“Progettiamo e realizziamo artigianalmente arredamento e allestimenti per spazi pubblici e privati, sia per interni che per esterni utilizzando esclusivamente legno recuperato proveniente da vecchi pallet, serramenti e mobilio destinati alla discarica. Per le finiture e il colore utilizziamo prodotti biologici di origine vegetale che garantiscono alle superfici realizzate protezione e resistenza all’acqua. L’obiettivo è quello di valorizzare un materiale di scarto attraverso il lavoro artigianale, ponendo particolare attenzione all’intero processo di realizzazione per far si che si inneschi un ciclo compatibile con l’ambiente”.

Design per la cooperazione- 

“Alla produzione di complementi d’arredo di eco-design si affianca un costante impegno per la proposizione di progetti primari per la cooperazione internazionale: è possibile trovare alcune informazioni sul progetto contro la desertificazione in Sahel, in Mali; un progetto di “quartiere funzionale/turistico” da realizzare in Chad, che nella centralità dell’acqua trova la chiave per sviluppare servizi a basso impatto; è stata realizzata anche un’ipotesi di progetto a Falià (Senegal) sulla creazione di mini turbine per la produzione di energia elettrica dalla corrente del fiume in entrata/uscita dalla foce.

Insieme all’università ISIA di Roma lo scorso anno abbiamo messo a punto un percorso di Alta Formazione riguardante questi argomenti”.

Didattica e formazione- 

“Tra le attività di maggior successo del Laboratorio, spicca la realizzazione di workshop di eco-design. Ogni anno dal 2008 promuoviamo laboratori in aree verdi aperti a giovani creativi che scelgono di mettersi in gioco sul tema dell’up cycling e della progettazione partecipata. Nella pagina dedicata all’edizione 2013 svoltasi a Lecce si può respirare l’atmosfera informale e di condivisione dei workshop di progettazione partecipata.

Inoltre portiamo avanti laboratori didattici nelle scuole medie inferiori e superiori per la diffusione delle best practics per lo sviluppo sostenibile, attualmente infatti siamo impegnati a Valmontone presso un istituto per il turismo”- conclude Andrea.

Grafica e comunicazione:

“Realizziamo progetti grafici per comunicare al meglio i valori della cultura ecologica e della sostenibilità ambientale tramite la

creazione di brochure e materiale informativo, logo e immagine coordinata, packaging, illustrazione, video e contenuti digitali”.

Il 4 giugno 2014 il Laboratorio Linfa è stato premiato a Bruxelles, presso il Centro Congressi The Egg, durante la Green Week, la più grande conferenza annuale sulle politiche ambientali europee, che quest’anno ha affrontato il tema dei rifiuti, dell’economia circolare e dell’efficienza delle risorse. Un’iniziativa, quella del premio “Diventa un Awakener”, promossa della Commissione europea con l’obiettivo di suscitare una riflessione sui temi della scarsità delle risorse, del valore dei rifiuti e del potenziale della creatività per risolvere i problemi ambientali.

Mentre dal 17 al 23 luglio 2014 è stato realizzato un fantastico workshop dove chiunque poteva mettersi in gioco realizzando qualsiasi cosa dai materiali di scarto, in allegato troverete qui il link dov’è possibile vedere il video rappresentativo di quei giorni..

http://www.laboratoriolinfa.com/index.php?option=com_content&view=article&id=229:premio-upcycling-europe-2014&catid=31:large-board&Itemid=46

Mentre per chiunque volesse rimanere aggiornato, qui è disponibile la fanpage dell’associazione :https://www.facebook.com/pages/Laboratorio-Linfa/1423105347935289 e per tutte le altre foto https://www.flickr.com/photos/laboratoriolinfa

Ringrazio Personalmente Andrea Vitti, è molto importante mettere in risalto queste realtà che purtroppo risultano essere veramente isolate, rispetto l’infinità di rifiuti che produciamo e non ricicliamo.

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La spazzatura che ammazza il Salento (e la mia città)

Navigando nel sito web di MTA-Maglie Territorio Ambiente, ho notato un’ordinanza di molteplice importanza: DIVIETO DI ABBANDONO RIFIUTI (di diverse origini) SUL SUOLO PUBBLICO MAGLIESE ….[..].
Per caso esiste ancora qualcuno che non conosce le regole di buona educazione, morale e civica? Ebbene sì!
Se anche voi faceste un giro più approfondito nel comune di Maglie, piazzole di sosta, aiuole di piccole e medie dimensioni e luoghi dove la natura, purtroppo, non cresce più come una volta , notereste con meraviglia la quantità di elettrodomestici lasciati lì, incustoditi, abbandonati a se stessi.
Lavatrici, lavastoviglie, appendi abiti, frullatori, divani, materassi, buste con rifiuti dentro e ancora tanto altro, fanno da cornice ad una cittadina che conta 14.981 cittadini residenti in una superficie di 22,36 kmq.
I miei amici, che per altro fanno parte della tifoseria Magliese, spesso citano la frase: MAGLIE CITTA’ REGNO DI CIVILTà….ok, ma dov’è? Se per caso qualche cittadino avesse dimenticato le regole di buona educazione, qualcun’altro dovrebbe riempire la loro amnesia parziale e ricordare a quest’ultimi che esistono giorni in cui si mette fuori la plastica, giorni in cui si emette la carta e ancora più il là il vetro. Forse ci sono ancora persone che non sono a conoscenza del fatto che i rifiuti così detti “speciali” vengono eliminati allo stesso modo, ovvero particolarmente: bisogna comporre un numero, mettersi d’accordo con un operatore che manderà il camion nella propria abitazione, al fine di prelevare il rifiuto in questione e consegnarlo in apposite strutture.
A tal proposito vorrei aggiungere un mio ultimo pensiero: se ognuno di noi, facesse il suo “dovere quotidiano”, selezionando per bene i propri rifiuti, sono sicura che possiamo sentirci fieri al mattino del nostro comportamento e di quello della cittadina in cui ci troviamo.

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Estrarre energia dalle feci!

Riciclare e’ diventato ormai un azione quotidiana, giornaliera e quasi indispensabile per risparmiare danaro in un periodo buio come questo.
vorrei trattare il tema delle feci, poiché è possibile ottenere energia da escrementi, considerati, quasi sempre, SEMPLICEMENTE schifosi o puzzolenti.
Il meccanismo e’ semplice e si può anche adoperare in casa, basta avere in mente un’azienda, alla quale rivolgersi.
In ambito domestico e’ possibile raccogliere le feci in una scatola, contenitore pulito chiuso ermeticamente e col passare del tempo, dalle due alle quattro settimane, gli escrementi sprigioneranno gas che, con un processo particolare, si trasformerà in energia rinnovabile ed utilizzabile.
Al momento LooWatt, un’azienda che si occupa di produrre energia dalle feci, è già in fase di test su una casa galleggiante a Marina in West London (Gran Bretagna) e, visti i risultati, la società spera che ben presto possa essere adottato anche da grandi comunità.
La californiana Pacific Gas and Electric Co. ha presentato qualche anno fa, il progetto di raccogliere escrementi bovini da trasformare in biogas da immettere direttamente in rete e con cui alimentare una centrale elettrica. In questo modo i residenti di San Francisco potranno sfruttare una nuova risorsa “rinnovabile”, le fattorie venderanno un nuovo tipo di prodotto e il metano, invece di finire direttamente in atmosfera, verrà bruciato.
Le ricerche nel web dimostrano che riciclare e’ semplice ed indispensabile, basta sapere come fare e a chi rivolgersi.
Farete anche voi l’esperimento in casa?

Estrarre l’oro dai Pc

Riciclare i materiali di scarto e’ anzitutto segno di BUONA CONDOTTA oltre che salutare; oggi come oggi e’ possibile riciclare di tutto, perfino ottenere oro dai computer e’ divenuto possibile, considerando il fatto che molti piccoli elementi son costituiti da oro.
Ancora una volta navigando nel web,ecco cosa ne è uscito fuori!
La diffusione dei computer e dei componenti elettronici ha permesso già da alcuni anni il recupero dei metalli preziosi da computer e circuiti elettrici, la questione del recupero può essere affrontata con vari metodi, in alcuni paesi come il Giappone la raccolta ed il recupero di hardware,cellulari e componenti elettronici è perfettamente organizzata e agevolata da incentivi; il recupero dei metalli viene condotto secondo precise norme che tutelano l’ambiente e le persone che lavorano alla catena di recupero. Altri paesi conducono il recupero dell’oro secondo metodi meno rispettosi delle regole contro l’inquinamento, usando reagenti pericolosi per la salute dell’uomo e di difficile smaltimento. A giustificare tutto questo interesse per il recupero di oro e altri metalli preziosi da computer e componentistica ci sono i numeri che lo rendano un’attività economicamente interessante, in ogni computer vi è mediamente quasi mezzo grammo d’oro facendo due conti: per ogni tonnellata di hardware vi sono 16 grammi di oro, contro i 2-4 che rendono già interessante ed economicamente remunerativa la tradizionale estrazione dalla miniere. In Italia il recupero viene condotto rispettando le regole comunitarie europee, grazie ad una ricerca condotta dalla università di Cagliari ha permesso di mettere a punto un solvente ecologico per estrarre il prezioso metallo dai vecchi personal computer in modo semplice e rispettando in pieno le norme antinquinamento, anche in Italia organizzando una filiera di raccolta si potrà condurre attività di questo tipo riuscendo a ricavarne guadagni sufficienti a giustificarne l’esistenza.
Voi cosa ne pensate?
Ricordate: RICICLARE E’ IMPORTANTE!