La tombolata dei bambini

Liberi cantieri Arci organizza per il 5 Gennaio 2015 la “tombolata dei bambini” dalle ore 16.30 presso il Centro polivalente diurno anziani a Muro Leccese: non sarà necessario portare soldi spicci bensì beni di prima necessità come alimentari che verranno poi consegnati alle famiglie bisognose. I bambini non giocheranno con i numeri ma la tombolata avrà come protagoniste le immagini.

Tuttavia a seguire ci sarà la tombolata degli adulti organizzata dal gruppo giovanissimi della Parrocchia di Muro Leccese.

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Il BURRACO per BENEFICENZA a Muro Leccese

L’associazione Arci di Muro Leccese in collaborazione con il Centro diurno polivalente Anziani ha organizzato per il 2 Gennaio 2015 una splendida serata di beneficenza che vedrà come protagonista il BURRACO, presso il Centro Polivalente diurno anziani in via Dante Alighieri a Muro Leccese.

L’evento inizierà alle 18, l’iscrizione avrà un costo di 10 euro a coppia ed il ricavato andrà in beneficenza presso le famiglie bisognose del posto.

Se sai giocare a burraco, se vuoi passare una serata alternativa e hai voglia di far del bene…quest’occasione sarà la serata che fa per te!

Per maggiori informazioni rivolgersi a Giusy al 3890537509

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Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 33.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 12 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Mercatino di Natale 2014 a Maglie

Nel periodo natalizio arriva a Maglie il mercatino degli hobbisti “Mani creative e solidali” che si terrà in Piazza A. Moro dal 19 al 24, 30 dicembre 2014, 2 e 5 gennaio 2015 dalle ore 17.00 alle 20.30.

Il programma è ricco ed articolato:

Sabato 20 dicembre ore 18.30 inaugurazione e taglio del nastro da parte del Sindaco Dott. Antonio Fitto con la partecipazione del gruppo Movement Gospel Choir diretto da Sergio De Donno e con l’animazione di Giampaolo Badini;

Domenica 21 dicembre ore 18.00 Truccabimbi; lunedì 22 dicembre ore 18.00 animazione itinerante con il trampoliere Lillo Birillo; martedì 23 dicembre ore 18.30 esibizione degli zampognari dell’associazione musico culturale “Marasia” di Casarano e mercoledì 24 dicembre ore 18.00 Natale in Danza con il “Centro Studio Etoile” di Maglie.

L’evento ha visto la luce grazie il patrocinio del Comune di Maglie, in collaborazione con l’associazione Icaro, amici di AVSI e casa del sorriso.

Le creazioni vanno dal “legno e gesso” di Tatiana Di Nunzio al “ricamo a punto ago” di Simonetta candido; dalle “creazioni in feltro” di Immacolata Ferrari al “tutto in pelle” di Clelia Bisanti; dai suggestivi presepi di Germano Raino’ alle “fantasie in feltro” di Michela Mele; dagli oggetti dipinti a mano da Teresa Rinaldi a “donna e bijoux” di Silvia Giulia Bene; dalle creazioni natalizie di Schifa Fernando agli splendidi bijoux di Germana Gorgoni; per non parlare poi delle particolarissime ghirlande natalizie di Stefania Strambaci e dei bijoux di Cristina Piccinno; per passare poi alle borse e alle creazioni in lana di Lucia Pastore e all’oggettistica soutache di Mirella De Iaco; non mancano poi i gioielli e le creazioni in tessuto di Paola Sicilia e le laboriose borse di carta di Manuela Morelli; arriviamo poi al “fommy feltro e fantasia” di Tonia Pataleo e alle moderne illustrazioni di Valeria Puzzovio; non poteva mancare poi l’arte del riciclo di Monica Medda e i deliziosi bijoux con pietre dure di Irene Capocelli; Dulcis in fundo gli originali cappelli di Angela D’Oria realizzati a crochet .

Non prendere impegni e prendi parte anche tu a questa fantastica iniziativa natalizia Magliese.

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Nuovo straordinario ritrovamento in Egitto della missione archeologica Unisalento

Nuova straordinaria scoperta dei ricercatori dell’Università del Salento impegnati nella Missione Archeologica nel sito di epoca greco-romana di Soknopaiou Nesos, nel deserto a nord dell’oasi egiziana del Fayyum.

Nel corso dell’undicesima campagna di scavo del Centro di Studi Papirologici, diretta dai professori Mario Capasso e Paola Davoli, è stata ritrovata una discarica di 167 ostraka (cocci scritti) con testi demotici, che erano depositati sotto il pavimento immediatamente a ovest del tempio dedicato al dio coccodrillo Soknopaios.

«Gli ostraka contribuiranno notevolmente alla storia dell’Egitto di epoca greca e romana», sottolinea il professor Capasso, «La scoperta conferma che, accanto al greco, nel sito si parlava e si scriveva il demotico, una delle forme dell’antico egiziano».

Il “Soknopaiou Nesos Project”, fondato nel 2001 su iniziativa del Professor Capasso, che dirige il Centro di Studi papirologici dell’Ateneo, e della professoressa Davoli, è finanziato dall’Università del Salento, dal Ministero degli Affari esteri e da alcuni privati, sostenitori dell’associazione omonima. Dopo lo studio topografico del sito, lo scavo archeologico è iniziato nel 2003 e ha portato alla luce centinaia di documenti papiracei in greco e demotico e numerosi oggetti come fregi, statuette, amuleti, ma anche sandali in fibra di papiro e una grande spada in ferro con un pomello in ebano perfettamente conservato.

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Salvatore Esposito a RomaTRE

In data 11 dicembre 2014 si è svolto il secondo appuntamento presso RomaTRE relativo ad una serie di incontri organizzati dalla Professoressa Anna Bisogno e dal Professore Francesco Ferretti. Il protagonista della rassegna è stato Salvatore Esposito, protagonista nella serie di Gomorra, accompagnato da Chiara di Giambattista, autore Rai.

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(Da destra Professoressa Anna Bisogno, Salvatore Esposito e Chiara Di Giambattista)

L’aula gremita di studenti già annunciava un incontro di forte impatto, quello che poi si è rivelato grazie al senso di ironia e spontaneità di Salvatore Esposito che, al contrario del suo personaggio, si dimostra totalmente differente dalla parte interpretata.

Chiara Di Giambattista ha voluto aprire l’incontro puntualizzando che questa serie non ha creato nessun eroe da seguire, nessuno di loro sarebbe dovuto essere un modello per i giovani e il merito degli attori è stato quello di aver saputo rappresentare la realtà dei fatti.

<< Ringrazio la Professoressa Bisogno per l’invito- esordisce Esposito- sono felice di vedere tantissimi studenti presenti; credo che tutte le critiche fatte alla serie di Gomorra siano state fatte a priori perché chi ha seguito attentamente le puntate fino alla fine, non può avere l’ambizione di essere come Jenny, Ciro o chiunque altro.>>

“Che tipo di lavoro hai dovuto fare per realizzare questa serie?”

<< Tra le prime e le seconde riprese ho perso 20 kg- racconta Salvatore- mi hanno affiancato ad un personal trainer ed è come se avessi attinto da due sculture differenti per poi arrivare a realizzare il personaggio finale>>

“Qual è stata la critica più costruttiva che hai ricevuto?”

<< Questo episodio lo ricordo benissimo- racconta e ride Salvatore- era la prima intervista che mi chiedevano dopo che la serie era andata in onda, un giornalista mi si affiancò e mi fece i complimenti dicendomi “Complimenti, ho notato che parla anche l’italiano”! scoprendo in questo modo che oltre alla forma dialettale, so anche rapportarmi con gli altri parlando la giusta lingua>>

“Quanto è stato difficile rapportarsi con fatti realmente accaduti?”

<< Il mio approccio è stato chiaramente quello di interpretare la mia parte- esordisce l’attore- quindi è sicuramente stato un approccio differente rispetto la realtà che è peggio di quel che si vede nella serie e penso che queste azioni che appartengono sia al passato che al presente possono entrare a far parte della cultura e storia di ognuno di noi>>

“Il successo ha cambiato la tua vita?”

<< Sicuramente sì, spesso le persone mi fermano per strada per autografare un foglio, scattare una foto con loro e per contratto sono ‘obbligato’ a farlo, anche quando questo può invadere la mia privacy>>

“Quando ci sarà la seconda serie?”

<< E chi ve l’ha detto che ci sarà?- scherza Esposito- in realtà le riprese inizieranno tra marzo-aprile 2015….quindi…..state senza penzier!>>

Tra autografi e tantissime foto si è concluso così l’incontro relativo a Salvatore Esposito, protagonista di Gomorra, un grande successo per il ciclo di incontri organizzato dalla Professoressa Anna Bisogno e dal Professore Ferretti.

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(Foto ricordo dopo l’incontro)

30 anni dalla morte di Enrico Berlinguer a RomaTRE

In vista dei 30 anni dalla morte di Enrico Berlinguer si è tenuto oggi presso il dipartimento di scienze politiche dell’Università di RomaTRE, un importante incontro che ha visto protagonisti Bianca Berlinguer, figlia di Enrico, la giornalista Simonetta Fiori (La Repubblica), l’autista del politico Alberto Menichelli in compagnia della scorta dell’allora Segretario generale del PCI.

Il convegno organizzato dal Sindacato universitario si divideva in due parti: nella prima la giornalista Fiori poneva le domande alla Signora Berlinguer, direttore di TG3, e nella seconda parte si seguivano vari video inerenti la figura del politico.

L’incontro è stato introdotto dallo studente Matteo Scalabrino e subito dopo, per scaldare l’atmosfera, la giornalista Fiori legge un estratto sulla questione morale di Enrico Berlinguer e chiede: “cosa rappresentava la ‘questione morale’ per suo padre ?”

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(Scalabrino e Bianca Berlinguer)

<< Non avrei mai immaginato di ritrovarmi qui, dopo trent’anni a parlare di mio padre- esordisce Bianca Berlinguer- per mio padre la questione morale era diventata una questione centrale, il fulcro della sua politica, come punto cardine della sua ‘lotta’.>> [..]

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(Bianca Berlinguer e Simonetta Fiori)

“Quale ricordo ha di suo padre?”- chiede la giornalista Fiori e la Signora Berlinguer racconta:

<< Mi viene in mente un episodio del 1973, mio padre si trovava in Bulgaria e durante un corteo, la strada che stava percorrendo con la sua auto fu tagliata da un mezzo militare carico di pietre, lui ne uscì miracolosamente illeso ma le persone in macchina con lui rimasero ferite chi gravemente chi in modo più superficiale. Una volta arrivati in ospedale i medici invitarono mio padre a rimanere in ospedale sotto osservazione per 48 ore, lui accettò ma dichiarò che in questo modo si sentiva obbligato nel fare un comunicato stampa, in modo da spiegare come mai non tornava in Italia e dopo questa sua richiesta fu subito rilasciato e tornò in Italia la sera stessa. Al ritorno mio padre fu fortemente insospettito da quanto accaduto e non ne parlò più con nessuno>>

Fiori passa la parola all’autista di Enrico Berlinguer e chiede ad Alberto Menichelli di raccontare ciò che ricorda meglio del politico e dopo diversi attimi di commozione risponde:

<< Il mio rapporto con Berlinguer iniziò molto lentamente, sia per il mio essere timido che per il suo carattere riservato, ci limitavamo a dirci buongiorno o buonasera; in realtà col passare dei tempi ci ritrovammo più di quanto io potessi immaginare ed ancora oggi ringrazio chi mi diede la possibilità di diventare la spalla di Berlinguer, un’occasione che capita solo una volta nella vita>>.

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(La scorta)

Bianca Berlinguer durante l’incontro nomina l’Onorevole Aldo Moro in più occasioni, senza far trapelare il suo personale parere sull’accaduto, rimanendo però emozionata durante il racconto dell’autista Menichelli circa il racconto di suo padre.

Una splendida iniziativa quella organizzata e promossa dal sindacato universitario, con la speranza di poter assistere a numerosi di questi eventi, ci auguriamo che in questo modo la politica e la storia possano piano piano prendere consapevolezza nella mente di ogni studente, futuro della nostra società.

Ventidue, i miei anni.

Ed eccomi qui, è il mio 22esimo compleanno e si aggiunge così un nuovo anno al mio curriculum vitae, un anno in più alla mia vita reale, terrena e concreta.

Il primo compleanno fuori casa, lontana dalla mia terra natale che tanto ho odiato negli anni della mia adolescenza ma che tanto mi ha insegnato negli stessi anni più confusi.

Il numero 22 ha molti riferimenti alla tradizione biblica, possiamo ritrovare il numero 22 nelle lettere dell’alfabeto ebraico. Ventidue sarebbero, secondo la tradizione ebraica, i libri del Vecchio Testamento; come 22 sono gli elementi che l’onnipotente creò durante i 6 giorni della creazione. 6 come il giorno in cui sono nata io.

I numeri sono indicatori di vita, ti danno dei segnali nel corso della tua quotidianità, se poni attenzione puoi captarli, altrimenti se pensi che il tuo destino non è deciso da forze maggiori, tira avanti e non interpretare nulla. Io, però, interpreto tutto e spero che il 22 mi porti fortuna.

Non farò la lista dei buoni proposti, si sa come vanno queste cose, le segui per qualche giorno, come le diete, poi rinunci e abbandoni ciò che ti eri prefissato in modo blando. Questo post è nato per la mia voglia di scrivere, il mio desiderio di comunicare, di aprirmi al mondo che, spero, un giorno possa conoscermi per qualcosa di buono.

Come in ogni confessione, una parte principale è occupata dai ringraziamenti che, per un motivo o un altro, sono i miei preferiti, perché? Perché voglio ricordare alla persona che mi ha permesso di arrivare fino a questo punto, l’importanza ed il valore dei suoi sacrifici.

Mia madre è una donna straordinaria, m’ha cresciuta ricoprendo due ruoli fondamentali per la vita di ogni bambino, m’ha sostenuta nei momenti più bui, ha saputo ascoltarmi, criticarmi, attaccarmi e coccolarmi, seppur in momenti rari ma fondamentali. Tre righe sono veramente riduttive per descrivere il mio MODELLO DI VITA ma spero un giorno di poter ringraziare il mio eroe in modo concreto, per tutto ciò che lei mi ha concesso, privando la sua vita per anni per poter donare a me qualcosa in più.

Prima passavo molto tempo a fissare il cielo, soprattutto quando andavo all’estero, tutte le ore in aereo le occupavo fissando le nuvole, senza mai abbassare la vista, sono sempre stata fiduciosa all’idea di intravedere qualcuno, lo so che il cristianesimo non crede che questo sia possibile ma io c’ho creduto per molto tempo; ora negli ultimi tempi ho smesso di farlo, la speranza ha lasciato il posto alla rassegnazione. La rassegnazione che mi fa capire che il mio Sebastiano non tornerà mai più; la rassegnazione che mi fa capire il vuoto che ha lasciato mio nonno Gino in me; la stessa rassegnazione che mi induce a riflettere e a pormi il quesito: “come sarebbe stata la mia vita se mio padre fosse stato qui?”

Se si chiama RASSEGNAZIONE, un motivo ci sarà ed io non me la sento, stranamente, di metterla in discussione.

Non voglio chiudere questo post con tristezza e malinconica, no… non è questo il mio intento, infatti per ultimi, ma non meno importanti, voglio ringraziare tutte le persone che giorno per giorno mi sostengono, coloro che mi leggono, coloro che mi contattano, coloro che mi criticano e soprattutto coloro che diffidano da me, per paura o competizione. Vi dico una cosa: fate bene, temetemi, perché so che il mio sorriso vi ammazza ed io dal vostro odio ho solo da imparare e rinasco ogni giorno come una fenice dalle proprie ceneri.

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A tu per tu con il Laboratorio LINFA

Si parla spesso di sprechi, rifiuti, differenziata, intossicazioni dovute alle plastiche di vario genere e così via, però si parla sempre molto poco del riciclo; perciò oggi ho deciso di presentarvi una realtà italiana molto interessante: il Laboratorio LINFA.

Laboratorio Linfa è un gruppo informale di liberi professionisti con differenti specializzazioni che si impegnano per la proposizione e la progettazione di sistemi per lo sviluppo sostenibile.

Le iniziative promosse abbracciano la tematica ambientale a 360 gradi, entrando nel merito di settori che vanno dal design all’educazione, dalla comunicazione alla tutela e alla conservazione della natura.

Come nasce il progetto? 

“Il laboratorio- dichiara Andrea Vitti– è nato nel 2008 sulla terrazza di una casetta del Salento grazie al lavoro dei ragazzi Luigi Cuppone, Raul Sciurpa, Gianmarco Vitti e Andrea Vitti: sedie, tavoli, librerie, guardaroba e altri accessori per la casa realizzate esclusivamente con legno riciclato tramite le abilità dell’artigianato, un lavoro di falegnameria che oggi purtroppo viene svolto raramente. Noi ragazzi non tagliamo un singolo albero poiché recuperiamo il legno ed il materiale necessario dalle aziende che si occupano dei rifiuti, dal Comune, direttamente dalla strada, o persino dal mare.

Diventiamo così “sostenitori urbani”.

L’impegno del Laboratorio è diviso per aree tematiche:

Eco-design- 

“Progettiamo e realizziamo artigianalmente arredamento e allestimenti per spazi pubblici e privati, sia per interni che per esterni utilizzando esclusivamente legno recuperato proveniente da vecchi pallet, serramenti e mobilio destinati alla discarica. Per le finiture e il colore utilizziamo prodotti biologici di origine vegetale che garantiscono alle superfici realizzate protezione e resistenza all’acqua. L’obiettivo è quello di valorizzare un materiale di scarto attraverso il lavoro artigianale, ponendo particolare attenzione all’intero processo di realizzazione per far si che si inneschi un ciclo compatibile con l’ambiente”.

Design per la cooperazione- 

“Alla produzione di complementi d’arredo di eco-design si affianca un costante impegno per la proposizione di progetti primari per la cooperazione internazionale: è possibile trovare alcune informazioni sul progetto contro la desertificazione in Sahel, in Mali; un progetto di “quartiere funzionale/turistico” da realizzare in Chad, che nella centralità dell’acqua trova la chiave per sviluppare servizi a basso impatto; è stata realizzata anche un’ipotesi di progetto a Falià (Senegal) sulla creazione di mini turbine per la produzione di energia elettrica dalla corrente del fiume in entrata/uscita dalla foce.

Insieme all’università ISIA di Roma lo scorso anno abbiamo messo a punto un percorso di Alta Formazione riguardante questi argomenti”.

Didattica e formazione- 

“Tra le attività di maggior successo del Laboratorio, spicca la realizzazione di workshop di eco-design. Ogni anno dal 2008 promuoviamo laboratori in aree verdi aperti a giovani creativi che scelgono di mettersi in gioco sul tema dell’up cycling e della progettazione partecipata. Nella pagina dedicata all’edizione 2013 svoltasi a Lecce si può respirare l’atmosfera informale e di condivisione dei workshop di progettazione partecipata.

Inoltre portiamo avanti laboratori didattici nelle scuole medie inferiori e superiori per la diffusione delle best practics per lo sviluppo sostenibile, attualmente infatti siamo impegnati a Valmontone presso un istituto per il turismo”- conclude Andrea.

Grafica e comunicazione:

“Realizziamo progetti grafici per comunicare al meglio i valori della cultura ecologica e della sostenibilità ambientale tramite la

creazione di brochure e materiale informativo, logo e immagine coordinata, packaging, illustrazione, video e contenuti digitali”.

Il 4 giugno 2014 il Laboratorio Linfa è stato premiato a Bruxelles, presso il Centro Congressi The Egg, durante la Green Week, la più grande conferenza annuale sulle politiche ambientali europee, che quest’anno ha affrontato il tema dei rifiuti, dell’economia circolare e dell’efficienza delle risorse. Un’iniziativa, quella del premio “Diventa un Awakener”, promossa della Commissione europea con l’obiettivo di suscitare una riflessione sui temi della scarsità delle risorse, del valore dei rifiuti e del potenziale della creatività per risolvere i problemi ambientali.

Mentre dal 17 al 23 luglio 2014 è stato realizzato un fantastico workshop dove chiunque poteva mettersi in gioco realizzando qualsiasi cosa dai materiali di scarto, in allegato troverete qui il link dov’è possibile vedere il video rappresentativo di quei giorni..

http://www.laboratoriolinfa.com/index.php?option=com_content&view=article&id=229:premio-upcycling-europe-2014&catid=31:large-board&Itemid=46

Mentre per chiunque volesse rimanere aggiornato, qui è disponibile la fanpage dell’associazione :https://www.facebook.com/pages/Laboratorio-Linfa/1423105347935289 e per tutte le altre foto https://www.flickr.com/photos/laboratoriolinfa

Ringrazio Personalmente Andrea Vitti, è molto importante mettere in risalto queste realtà che purtroppo risultano essere veramente isolate, rispetto l’infinità di rifiuti che produciamo e non ricicliamo.

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Elisabetta Stefanelli- La fabbrica dell’informazione. Quando il fatto diventa notizia

Oggi si è svolto un importante incontro dal nome “La fabbrica dell’informazione. Quando il fatto diventa notizia” presso l’Università RomaTRE, organizzato dalla Professoressa Anna Bisogno che ha visto protagonista Elisabetta Stefanelli, capo redattore cultura e spettacoli dell’agenzia di stampa ‘Ansa’.

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Al convegno erano presenti sia il Professore Francesco Ferretti che il docente Roberto Baldassari, l’introduzione è stata tenuta da uno studente di scienze della comunicazione e nelle restanti due ore Elisabetta Stefanelli ha spiegato il suo ruolo e quello dell’agenzia in questione e dopo ha dedicato del suo tempo per rispondere a tutte le domande del giovane pubblico.

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In uno dei numerosi interventi Elisabetta Stefanelli ha sottolineato con una certa fermezza il ruolo del tempo “I tempi sono stretti, bisogna giocare col tempo- dichiara- con l’avvento del web la velocità è importante, anche se bisogna sempre accertarsi sulla veridicità della notizia”.

Un giovane studente dopo introduzione e argomentazione del suo pensiero, pone una domanda, a mio avviso interessante che, racchiude il pensiero di molti ragazzi: “come possiamo arrivare ad ANSA?RAI? o altre testate/siti?”

Come ha dichiarato Stefanelli “non esiste una ricetta precisa, non conosco la risposta però l’importante è non perdersi mai d’animo e puntare l’obiettivo con tutte le forze”.- conclude- “tuttavia i giovani sono importanti, bisogna puntare tanto sui nuovi media che, a mio avviso, non apportano una modifica negativa”.

Con la speranza che il futuro possa rivelarsi migliore del presente, ci auguriamo che le parole di Elisabetta Stefanelli siano di buono auspicio per il futuro.