CERCASI APPRENDISTA COMMESSA PRATICA

Una sera passeggiavo su viale Marconi, osservavo le vetrine, ad un certo punto arrivo ad un negozio e leggo questo annuncio:

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Ovviamente mi scuso per la bassa risoluzione ma il messaggio mi pare chiaro: CERCASI APPRENDISTA COMMESSA PRATICA.

Bene, analizziamo insieme questo cartello: mi pare chiaro che in questo negozio cercano una nuova APPRENDISTA , che nell’italiano corretto vuol dire “Chi impara un mestiere e riceve una qualifica lavorando”, quindi mi pare chiaro che per poter essere considerato APPRENDISTA bisogna recarsi in questo negozio e dimostrare di voler apprendere questo lavoro visto che, per esempio, siamo alle prime armi; nell’annuncio però c’è anche scritto PRATICA,subito dopo COMMESSA, al che io mi son chiesta: “Ma se sono APPRENDISTA (perchè non ho mai fatto questo lavoro, per esempio) come posso considerarmi PRATICA?

Ma il problema è mio, del singolo soggetto che purtroppo non ha mai fatto questo mestiere, oppure di questi “imprenditori” che cercano una tipologia di commesso che non esiste?Una tipologia di commesso già nato pronto per questo lavoro?

Quindi…. effettivamente o sei APPRENDISTA o sei COMMESSO, il secondo è una conseguenza del primo, mi chiedo: siamo noi giovani a non essere pronti per il mondo del lavoro o è il mondo del lavoro che ostacola il NOSTRO BALZO?

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Il Petting prima di tutto, meglio se in parco pubblico.

Pare quasi che voglio sottolineare solo aspetti negativi della nostra capitale romana, il vero problema è che probabilmente è il FATO a scegliere per me e non viceversa.

Mi reco nel pomeriggio alle 16 presso la Basilica di San Paolo, chi la conosce sa che c’è un bellissimo parco, molto grande, con panchine, prato dove stendersi, alberi e un piccolo chiosco dove prendere qualsiasi cosa da bere; le persone ci portano i figli, gli studenti si fermano per parlare, discutere, confrontarsi su vari argomenti, qualcuno porta il cane a spasso e poi….c’è qualcun altro invece che…..pratica del PETTING SICURO sul prato della bella Basilica.

Dapprima i due giovani si scambiavano delle calde effusioni, bacetti, carezze, poi si stendono, s’aggrovigliano e uno sopra l’altro, quasi come fossero due tartarughe, cominciano ad andare avanti e giù, movimenti sospetti, qualche mugolio (ED IO ERO A DISTANZA) e così via….

Dopo una buona mezz’ora passa una pattuglia di carabinieri a sorvegliare la zona e noto con stupore che i due ragazzi si alzano, quasi con un salto, velocemente…e passata la pattuglia e stesi nuovamente riprendono i loro soliti versi animaleschi.

Quindi, nulla, non hanno imparato la lezione perchè effettivamente una lezione non c’è stata.

RIFLESSIONE: Da quand’è che siamo diventati così poco intimi? Da quand’è che non ci si vergogna di un cazzo di niente?

Solo io mi scandalizzo così facilmente?

Dov’è finita l’intimità?

A voi la foto, se non di ottima risoluzione.

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Due paia di tacchi e la cassetta dell’Enel

Non so cosa esattamente ci si aspetta di trovare, una volta cambiata città, di certo non m’aspettavo di trovare dei tacchi di 10-15cm nella cassetta dell’enel.

Ebbene sì, tornavo dall’università, viale frequentatissimo ed centrale, zona Marconi, ad un certo punto del tragitto noto a terra, vicino una cabina telefonica ed vicino la cassetta dell’enel, due paia di tacchi, con brillantini, alti, chiaramente appariscenti; vi chiederete qual’è il nesso tra tacchi e cassetta dell’enel..certo, vi svelo io l’arcano mistero del loro legame: la notte su questa via, purtroppo, ci sono tantissime lucciole, di qualsiasi età, ed io le ho viste un paio di volte, dai 15 anni in su, vengono con ballerine ai piedi, aprono la cassetta dell’enel e si infilano i tacchi che tengono nascosti nell’apposito “contenitore”. Oggi però un tranquillo operaio stava iniziando a fare il suo solito lavoro, controlli, riparazioni e s’è ritrovato dinanzi una bella sorpresa, IO passando, ho riconosciuto in questo scenario una certa stranezza ed ho ritenuto opportuno inserire questa breve avventura nella rubrica “La salentina nella capitale Romana”, cosa ne pensate?

P.s. Sì, lo so, avrei potuto fare e scrivere una riflessione sulla prostituzione, però sarei stata troppo riduttiva e per quel discorso lì…così caldo e delicato….userò un altro post.

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INTERVISTA AL MAGICO TRIO DEI TREASSI

Ritorna il grande ed atteso appuntamento della rubrica artistica, so che molti di voi attendevano da diversi giorni una nuova intervista per cui, ecco placata la vostra sete di curiosità, l’ospite di questo “POST” saranno i TREASSI.

I Treassi nascono da un’idea di Andrea Desideri, insieme a Davide Garritano e Angelo Andrea Vegliante nel novembre 2012; i tre, già amici universitari, decidono di unirsi in un trio nella location della web Radio FinestrAperta, progetto della Uildm Lazio che vuole portare alla luce la voce del terzo settore con una redazione composta prevalentemente da persone con disabilità.

Sin da subito i ragazzi si mettono all’opera ed creano Il Riso Abbonda”, il programma d’intrattenimento che va in onda in diretta dalle 11.30 su e in replica venerdì alle 21 e sabato alle 16 sul sito http://www.finestraperta.it..

Il tema centrale delle dirette è parlare di sociale, di disabilità e di terzo settore in chiave melodrammatica simpatica e dando una lettura umoristica ai diversi temi di questo particolare mondo.

AVETE AVUTO OCCASIONE DI PARTECIPARE AD EVENTI?
“Abbiamo promoss la nostra attività di trio e il progetto Radio FinestrAperta attraverso vari festival. Due volte siamo statia Lignano Sabbiadoro (Udine), anno 2013 e 2014, in occasione delle Assemblee nazionali della Uildm e sul palco del “Music Festival Roma” nel 2014.”.

È DIVERSA LA VOSTRA RADIO DALLE ALTRE? perché LE PERSONE VI DOVREBBERO SEGUIRE?
“La nostra radio di diverso non ha proprio nulla rispetto alle altre, perché il fatto che sia gestita in buona parte da portatori di handicap non è quello che dovrebbe risultare. Noi tutti – nello specifico – puntiamo sul fatto che la radio non ha barriere e questa è una buona cosa perché evitiamo di incappare nel pregiudizio comune che definisce la disabilità come una condizione inferiore. Lo slogan della radio, “Una Corrente Diversa” porta alla luce tematiche appunto diverse, quelle del terzo settore e, in un piano di preferenza editoriale, quella della disabilità. Veicoliamo il sociale, quello sì, ma per evitare appunto che, chi non conosca il terzo settore, possa farsi trasportare dall’idea che la disabilità occupi le nostre vite in maniera totale e negativa, quando invece se se ne conoscono gli aspetti, può essere esclusivamente una prospettiva differente – non per forza negativa. Forse qualcosa di diverso lo ha anche il nostro programma del venerdì mattina. Noi siamo “Il Riso Abbonda”, e quello che vogliamo regalare agli ascoltatori è un’ora e mezza di risate e spensieratezza, scherzando anche sulle problematiche riguardanti questo mondo. Abbiamo coraggio ma anche la semplicità di trattare la disabilità con una sorta di ironia, ovviamente in modo prettamente positivo, niente di arrogante e facinoroso. Con questo programma si coltivano qualità e aspetti che dovrebbero avere tutti: coerenza di intenti e tanta autoironia. Noi vogliamo una radio senza barriere su qualunque campo, uno su tutti, il sociale. La radio è uno strumento antichissimo di comunicazione, quasi il più antico sotto una certa ottica, e deve rimanere il più, si il più su tutti. Quindi niente barriere, tanti sorrisi”.

COME VIENE RECEPITA LA DISABILITA’ NEL SOCIALE?

“La disabilità nel sociale non viene percepita, o meglio sono molti i pareri e le persone che si dibattono da tempo sul tema e qualche passo avanti è stato fatto. Le condizioni di vita sono migliorate rispetto a dieci anni fa, quello che manca è un cambiamento di mentalità in generale. E la stessa società si mostra lenta in questo processo di inclusione prima mentale che fisica. Non dovremmo combattere nel 2014 per avere delle cose che dovrebbero essere la conseguenza di un’ efficace integrazione: basti pensare al lavoro, alle barriere architettoniche, alla condizione di alcune architetture ritenute accessibili. Questi sono aspetti comuni in tutto ciò che è differente, si metabolizza più lentamente quello che non si conosce o che spaventa, perché ciò che prevale è un’ignoranza sul tema. Se contiamo ad esempio che ancora oggi in Italia si parla di mancanza di posti e di insegnanti di sostegno per alunni disabili, si capisce già che l’assenza di integrazione parte dalla base della nostra società. E il mondo della comunicazione non aiuta: molte volte, il disabile è associato a centri in cui vengono maltrattati o a recenti suicidi commessi. E così il “diverso” viene visto in termini negativi, a volte anche come un peso. Quindi, per cambiare una barriera architettonica, per dare opportunità e consolidare un posto di lavoro ad una persona con disabilità, per permettere ad un bambino disabile di esercitare il suo diritto allo studio, bisogna cambiare prima la mentalità della società e della sua collettività”.

 

LA STORIA CHE VI è RIMASTA Più IN TESTA?

“Nei nostri quasi due anni da Treassi, è difficile scegliere una storia in particolare, perché il nostro modo di fare radio non si basa solo su raccontare avvenimenti. Tra notizie e storie strane, divertenti e paradossali, abbiamo avuto modo anche di parlare con gente dello spettacolo, della musica e della società intervenuta ai nostri microfoni, portando in campo tutti le loro storie. Insomma, non è facile sceglierne una cosa tra tante. Andrea ha con sé, a livello di conduzione, dei momenti che porterà sempre nel cuore. Ha avuto la fortuna di viverli adesso che è agli inizi del suo percorso e valgono più di qualsiasi premio o riconoscimento. In particolare però, ricorda due momenti: la nostra prima diretta notturna a Lignano nel 2013 e poi, a livello personale, ricorderà sempre l’intervista che ha fatto il 18 luglio 2014 alle Mente Fertili Crew! Davide invece si basa sull’esperienza fatta insieme nei viaggi: siccome è la nostra storia, è la storia di Radio FinestrAperta, è la storia dei Treassi, sicuramente il viaggio fatto insieme a Lignano Sabbiadoro nel 2013 è stata l’esperienza più bella che si porta dietro da quando fa radio insieme agli altri due simpaticoni. Di notizie ne abbiamo commentate tante, se pur non di poco conto, ma il viaggio a Lignano rimane il top of the power! Se invece dovessimo guardare sul fronte delle notizie, Angelo ne ricorda un paio, oltre a tenere con sé con tutta la felicità del mondo l’avventura a Lignano: nella tecnologia infatti abbiamo avuto Editouch, un tablet per persone con disturbo dell’apprendimento che migliora il modo di studiare, oppure Tommy, un modo innovativo per difendere il diritto al parcheggio per i disabili (non accettato dalla Corte Costituzionale). Nei viaggi, storie di persone che facevano bunjee jumping con tutta la carrozzina a quelle che mostravano come lo sport può essere mezzo di inclusione importante. Ma una su cui abbiamo sottolineato molto il nostro accento è stato il progetto di Miguel Nicolesis, “Walk Again”: Juliano Pinto, un ragazzo paralizzato, ha calciato il primo pallone dei Mondiali di Brasile 2014 grazie alla tecnologia bionica progettata dall’ingegnere della Duke University. Non concepivamo però il fatto che la RAI non avesse dedicato neanche un secondo a questa importante iniziativa, la quale poteva smuovere la mentalità di tutti coloro stavano guardando l’apertura dei Mondiali. Così dedicammo una puntata intera a questa tematica, parlando di sport insieme ad un ospite importante”.

QUALE MESSAGGIO VOLETE MANDARE A CHIUNQUE LEGGERA’ LA VOSTRA INTERVISTA?

“Quale messaggio vi sentite di mandare a chiunque leggerà questa intervista?

E’ una risposta difficile da amalgamare in una sola, quindi preferiamo rispondere uno alla volta.

Andrea: “Vorrei che rimanesse impresso un solo messaggio: al di là del sociale o dei mille altri motivi per cui sono ciò che sono, io sogno di lavorare in radio da sempre perché non mi basta regalare un sorriso alle persone, ma voglio proprio che chi mi ascolta si sbellichi dalle risate, mi piace pensare che la gente si fermi, rimandi appuntamenti, per ridere in mia (e in nostra) compagnia. Diciamo che questo “lavoro” regala un sorriso agli ascoltatori e una speranza per me e per tutti gli appassionati: per qualche ora mi sento bene, convinto di poter arrivare ovunque. Quello che vorrei che rimanesse è ricordare a tutti la forza devastante delle parole!”

Davide: “I messaggi potrebbero essere molti: chi vuole fare una cosa nella vita può farla, magari non arrendendosi al primo ostacolo.
il messaggio che vorrei passasse è che anche io sono un ragazzo come molti di oggi in cerca di un proprio essere e futuro, però con il sorriso riesco ad andare sempre avanti e pensare che qualcuno può ascoltare la mia voce facendosi due risate mi fa sentire ancora meglio.
Come disse il caro e vecchio Benigni in un film da lui recitato: per soffiare in faccia la felicità alla gente, in questo caso per trasmetterla tramite un microfono…BISOGNA ESSERE FELICI, e per trasmettere il dolore…BISOGNA ESSERE FELICI!”

Angelo: “Alla fine conta sempre una cosa sola: La Passione. Lavorando insieme agli altri due zoticoni, ho imparato che se fai le cose spinto da una passione che ti brucia dentro, nulla ti sarà precluso. E spero lo sarà anche per il mio sogno di diventare un giorno uno speaker radiofonico professionista. Il mio messaggio è questo: rendete la vostra vita una passione, fate in modo che ogni cosa abbia un pò di voi! Lasciatevi anche scoraggiare, ma dallo stesso scoraggiamento rialzatevi più forti di prima e pronti a continuare sulla strada intrapresa. E poi ridete, ridete e ridete. La vita è stronza di suo, ci mette davanti a delle scelte e a delle situazioni che minano le nostre certezze e la nostra tranquillità. Ma da questo non bisogna farsi abbattere, ma bisogna combattere! Quello che porto, e che voglio portare anche nel futuro in Radio insieme ai miei colleghi, ma prima ancora amici fidati, è semplicemente l’esemplificazione di tre parole: Vivere al massimo!”.

Per tutti coloro che volessero seguire la pagina Facebook: https://www.facebook.com/itreassi

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Basterà un semplice click 😉

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I rintocchi dell’amore

Ci siamo tenuti le mani

per un lasso di tempo che non potrei definire.

Io ero in lui

E lui era in me,

con le anime legate in unico dolore

dal sapore nostalgico.

Mi son rannicchiata in un angolo del letto,

quasi a non volere sgualcire la zona in cui

lo vidi per l’ultima volta.

Ho capito che il peso di una storia d’amore

si misura in base al numero dei battiti del tuo cuore

che vivono in suo ricordo.

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Rifletto perché ti denudi

Oggi vorrei porre sotto la vostra vigile attenzione un articolo che ha suscitato nella sottoscritta un-non-so-che di disprezzo e vergogna.

Su questo portale online è possibile trovare l’articolo in questione:

http://www.leggo.it/NEWS/ROMA/ragazza_si_spoglia_roma_centro_editore_foto/notizie/936123.shtml

Però vi segnalo anche altri link, per essere corretta:

http://247.libero.it/focus/30481844/1/ragazza-si-spoglia-in-pieno-centro-a-roma-nuda-perch-cerca-un-editore-guarda/

ed anche qui

http://www.cinquequotidiano.it/cronaca/centro/2014/10/03/roma-si-spoglia-far-pubblicare-il-libro-allontanata/#.VC6xvSl_vl0

Dunque questa ‘donna’ si spoglia in pieno centro a Roma poichè non trova un editore disposto a pubblicare il suo libro, di conseguenza cerca e ricerca un metodo per attrarre l’attenzione ed arriva alla splendida idea di COMPARIRE IN REGGISENO E MUTANDE in pieno centro romano.

Dapprima ho pensato “questa è cogliona proprio!” poi però dopo un paio minuti di riflessione ho dedotto che non solo è cogliona ma ha anche poca dignità e sopratutto la mia domanda sorge spontanea: “Se non trovi un editore disposto a pubblicare il tuo libro, probabilmente il tuo lavoro non è degno di stampa o no!?”.

Sì, sì…qualche esperto o pseudo mi potrebbe dire: “Eleonora il mondo della stampa è in crisi, l’editoria sta cercando nuove forme di marketing, molte persone scrivono storie e allora bisogna selezionare, selezionare e ancora selezionare il migliore romanzo fra tutti”!

Ok, sono d’accordo con questa visione del problema però quì il punto è un altro: “Una persona perchè arriva a spogliarsi in pubblico? Cosa scatta nella sua mente? Se ha un ragazzo, lui che cosa ne pensa? Tu, donna che ti spogli senza molti problemi, pensi di essere più interessante dopo quest’uscita?”.

Non so se son troppo selettiva io, oppure c’è qualcun altro che ha lo stesso parere?

Esprimiamoci

Esprimetevi.

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DISTANCE AND LOVE: ON/OFF

Credo che a volte l’amore sia un sentimento a comando: ci vediamo, stiamo insieme, stiamo relativamente bene e ci vediamo domani.

Vivi la giornata sapendo che la sera vedrai quella persona, sei parzialmente consapevole che la serata passerà come tutte le altre e questa successione di azioni giornaliere che matematicamente ogni sera fanno suonare quel “rintocco di ruotine” prendono il nome di ABITUDINE.

Ecco una definizione più oggettiva:

“L’abitudine (dal latino habitudo, habitudinis, struttura fisica o morale) è la disposizione o attitudine acquisita mediante un’esperienza ripetuta, questa disposizione è insita nel comportamento degli esseri umani e degli animali”.

È come se l’amore delle volte funzionasse come un pulsante on/off: ci vediamo siamo ON, non ci vediamo siamo OFF, invece non è così perché se tu in cuor tuo decidi di rimanere in una relazione mantenendo una storia d’amore vera, quel pulsante deve essere perennemente alzato, deve vedere la luce, DEVE ESSERE ON.

L’amore è un continuo corteggiarsi, stuzzicarsi, ricordarsi e se le piccolezze vengono a mancare il pulsante sarà nuovamente in OFF, sarebbe un peccato qualora la storia amorosa fosse una relazione valida mentre potrebbe essere un tocco sano se vi state trascinando dietro una storia di merda.

Voi vi chiederete: CHE CAZZO C’ENTRA QUESTO POST?

Bene, la vostra domanda è lecita e, ringraziando Dio o Allah, la curiosità è ancora legale per cui , in questo post, volevo ricordare ai miei lettori di non trascurare l’amore, le vostre storie, le vostre relazioni perché l’amore è il SENTIMENTO CHE MUOVE LA VOSTRA MENTE e quindi l’intero mondo e non è necessario piegarsi al partner per vivere felici, basta solo trovare un incrocio comune seppur con linee di pensiero totalmente contrastanti.

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A tu-per-tu con il giovane cantante Camillo Avella

Nella rubrica artistica di quest’oggi parleremo di un giovane talento nel canto: Camillo Avella.

Da sempre appassionato alla musica mostra la propensione per il canto già nella prima adolescenza ma solo nel 2003 inizia a frequentare un corso di canto moderno con l’insegnante e cantante Valeria Guida. Parallelamente inizia ad esibirsi dal vivo nelle serate di piano bar in locali e strutture turistiche.

Negli anni dal 2005 al 2008 partecipa a diversi festival e contest locali e regionali, arricchendo inoltre il suo bagaglio di esperienze con partecipazioni ad eventi live come elemento d’orchestra in qualità di corista e serate live con la band.

Negli anni 2008-2009 ha un ruolo da protagonista nel musical inedito “Scuola vs. Bulli” , messo in scena nei teatri di Napoli (teatro Cilea, Acacia, Augusteo e Palapartenope). Nel 2008 partecipa ai casting di XFACTOR fino alla fase del bootcamp per la selezione degli ultimi 10. Nel 2011, dopo una lunga pausa di tre anni negli studi del canto, conosce il Maestro Bruno Illiano iniziando un nuovo percorso di studi; nel 2012 realizza Il singolo “Non trovo ragione”, brano semifinalista al Festival di Castrocaro 2012.

HAI UN PROGETTO ATTUALE?

“ Oggi sono ufficialmente un’artista della SKE! Entertainment e stiamo lavorando al mio primo progetto discografico, che vedrà la produzione di un album intero, con la collaborazione di firme importanti. Ad anticipare l’album il singolo “UN UOMO LIBERO” già disponibile dal 15 settembre su tutte le piattaforme e gli store digitali e in promozione radiofonica su tutta la rete nazionale.”

COSA RAPPRESENTA LA MUSICA PER TE?

“La musica per me?…tutto! Nella vita- dichiara Camillo- metto il cuore in tutto quello che faccio e quando voglio una cosa fortemente, non sono abituato a mollare…non mi arrendo finché non la ottengo.

“la musica è un arte talmente fondamentale per l’umanità che troverà da se la sua strada migliore”

Per chi volesse approfondire segnalo un articolo interessante su Today:

http://www.napolitoday.it/eventi/il-cantante-camillo-avella-in-radio-con-il-primo-singolo-un-uomo-libero.html

attraverso questo link potrete vedere il video clip del video “Uomo Libero” http://www.youtube.com/watch?v=RhSlOKjTHOI&feature=youtu.be

Per tutti coloro che volessero seguirlo ecco qui la sua pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/Camillo-Avella/505944122759252?fref=ts

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